Contenuti per adulti
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I FIORI DELLA PADRONCINA
Assi di legno ed un lenzuolo di fieno era il nostro letto, per tutte le stagioni. Veniva addolcito da fiori di campo. Alla nostra padroncina piacevano e noi ad assecondarla, facendoci venire la nausea dal troppo profumo. Ma andava bene così.
La nostra casa, aveva un colore per ogni stagione. Ed eran tanti, per una che non vedeva altro che quel piccolo mondo. In Primavera, le piante s'insisinuavano fra le lignee mura, donando strati e strati di verde e fiori...tanti, troppi. E mentre il sole si faceva sempre più vivo, la padroncina strappava i fiori ad assuefarci e tirava file e file di panni. Tessuti d'ogni forma e capriccio, vestivan la casa, come fosse un costume carnevalesco. E cosi rimaneva fino alle piogge. Finito di gocciolare, s'iniziava ad innalzare mura bianche. E mattone dopo mattone, ecco una casa bianca, come fosse un enorme lenzuolo, senza macchie. L'unica stagione dove non si poteva raccogliere i fiori. E mi andava bene così
IL PASTORE
Il pastore, il padre della mocciosa, mandava me e gli altri ad un fiume vicino casa. Fino al calar del sole, m'accucciavo accanto al pastore, che se ne stava contro un albero, vigile su tutto il gregge. Pigro qual ero m'allontanavo per un sorso d'acqua e subito a tornar tra le braccia del pastore. Non mi piaceva uscire da quella casa. Ma andava bene così.
Di tanto in tanto venivo tosata, forse maltrattata. E per non so quale motivo... ero l'ultima che poteva mangiare, anche se ero la favorita del pastore. C'eran gli avanzi, quanto bastava per vivere fino al domani. E mi andava bene così.
LORO, IL GREGGE
Tutta notte, in tutta casa, il gregge stava a borbottar del meglio (cioè loro) e del peggio (me). Il gregge m'odiava, mi stava lontano. Ma andava bene così.
Loro sapevano tutto e nulla facevano. Loro udivano e s'impegnavano a starsene lontani, ad orecchie tappate. Loro vivevan di lamento e, forse... a tratti sicuramente, gioivano delle cure amorevoli, che il pastore mi dava con tanto affetto. Forse... a tratti sicuramente, avevan bisbigliato, il mio odio per i fiori della padroncina, alla stessa padroncina. E, forse... a tratti sicuramente, mi andava bene così.
L'AMICO DEL BOSCO
Così ora sai. Sai la mia storia, caro amico del bosco. Sai perché tutto d'un tratto non mi hanno più voluta. Sai perché son piena di botte e quasi morta. Ora, sai perché preferisco viver accanto alla morte che morir a stento, giorno dopo giorno, stando zitta ad assuefarmi all'illusione che un giorno tutto quello sarebbe finito. E sì, è finito, si è concluso quel tormento, ma nulla m'è rimasto. M'hanno tolto pure il sonno. E ora, come vedi, vago accanto a te, che sei la mia prossima morte e d'unico amico, ma va bene così. Mi va bene così...